Negli ultimi giorni mi è stato condiviso un interessante articolo pubblicato da Bloomberg Línea riguardante il forte calo del prezzo internazionale del cacao dopo il rally record del 2024.

L’articolo originale analizza molto bene il passaggio del mercato da una situazione di scarsità estrema ad una fase di riequilibrio, con il ritorno di eccedenze produttive e una domanda globale in rallentamento.

Cacao Pincay 2016 By Silvio Bessone
Io con Maximilian Pincay nella piantagione di Esmeralda Ecuador

Secondo i dati riportati:

  • il cacao, dopo aver sfiorato i 13.000 dollari per tonnellata, è entrato in una forte fase correttiva;
  • la produzione in Africa occidentale sta lentamente recuperando;
  • l’industria del cioccolato ha iniziato a ridurre il consumo di cacao attraverso riformulazioni, riduzione delle grammature e sostituzioni;
  • i consumatori stanno acquistando meno prodotti dolciari a causa dei prezzi elevati degli ultimi due anni.

Questo scenario sta mettendo in difficoltà molti produttori latinoamericani che, durante il boom, hanno investito enormemente nell’aumento della produzione.

Ed è proprio qui che, a mio avviso, emerge il vero problema.

Molti produttori hanno interpretato il prezzo elevato del cacao con una logica molto semplice:
“Il cacao vale tanto? Allora ne produco di più.”

Ma il mercato non funziona così.

Nemmeno noi, come consumatori, compriamo all’infinito qualcosa che diventa sempre più costosa se il valore percepito non cresce allo stesso ritmo.

Negli ultimi anni si è investito molto:

  • nuove piantagioni,
  • irrigazione,
  • fertilizzazione,
  • aumento delle rese,
  • meccanizzazione di alcune fasi.

Tutto corretto, ma spesso nella direzione sbagliata o comunque incompleta.

Perché il problema non è solo “produrre più cacao”.

Il vero tema oggi è:
come trasformare l’intero frutto del cacao in un sistema economico moderno, stabile e sostenibile.

Da anni sostengo, attraverso il mio BMP – Bessone Method Process, che il futuro del cacao non può basarsi esclusivamente sulla vendita del seme fermentato ed essiccato.

Il cacao è una materia prima straordinaria ma incredibilmente sprecata.

Per decenni intere filiere hanno considerato:

  • polpa,
  • acqua di cacao,
  • fibra,
  • bucce,
  • sottoprodotti vegetali,
    come scarti o problemi da eliminare.

Io credo invece che il futuro economico del cacao stia proprio lì.

La vera modernizzazione non consiste solamente nel:

  • ridurre la fatica fisica,
  • aumentare la velocità produttiva,
  • comprare nuovi macchinari.

Modernizzare significa soprattutto:

  • controllare i processi;
  • produrre cacao in modo meno empirico;
  • lavorare con parametri verificabili;
  • recuperare valore da ciò che prima era perdita;
  • creare nuove economie parallele attorno al frutto del cacao.

Quando un produttore dipende esclusivamente dal prezzo internazionale del seme, diventa inevitabilmente fragile.

Quando invece riesce a valorizzare più componenti del frutto:

  • diversifica il rischio,
  • stabilizza il reddito,
  • migliora la sostenibilità,
  • riduce gli sprechi,
  • crea nuove opportunità industriali e alimentari.

Ed è proprio questo il cuore del lavoro che porto avanti da anni nel mio “Giardino della BMP”:
un luogo dove il cacao non viene visto solo come commodity, ma come ecosistema produttivo completo.

Mentre molti parlano ancora soltanto di resa per ettaro, io continuo a lavorare su:

  • recupero della polpa fresca,
  • separazione delle componenti zuccherine,
  • valorizzazione delle fibre,
  • fermentazione controllata,
  • riduzione degli sprechi,
  • qualità reale e non casuale,
  • sistemi produttivi replicabili e sostenibili.

La linea produttiva su cui sto lavorando sarà presto pronta anche dal punto di vista commerciale.

Ma il concetto alla base esiste già da anni ed è disponibile attraverso le mie consulenze internazionali per chi desidera costruire un sistema cacao più moderno, stabile e meno dipendente dalle oscillazioni speculative del mercato.

Perché il vero futuro del cacao non sarà chi produrrà semplicemente “di più”.

Sarà chi riuscirà a produrre meglio, con più controllo, meno spreco e maggiore intelligenza industriale.

Articolo originale:
Bloomberg Línea – Dal boom all’aggiustamento: il crollo dei prezzi del cacao fa pressione sui produttori latinoamericani